di Flavio Zeni
Dopo la laurea in architettura e dopo sei mesi di studi anche in Portogallo, aveva iniziato a lavorare in un grande studio a Milano e progettava interni di lusso, seguendo cantieri all’estero, entrando nelle case dei più ricchi. Aveva successo e i responsabili le avevano affidato i progetti più belli, accogliendo le sue richieste di aumenti di stipendio. Ma, dopo una vita in cui aveva ottenuto tutto, a iniziare dalla famiglia con due genitori e cinque fratelli splendidi, tanti amici che giravano sempre per casa, le restava una domanda nel cuore: «Signore, mi hai dato tutto. Come posso corrispondere a questo amore?».

Stiamo parlando di Francesca Favero (figlia dei titolari delle omonime farmacie), nata a Udine nel 1988, che a Roma, nella festività dell’Annunciazione, ha pronunciato i voti definitivi tra le Missionarie di San Carlo Borromeo, dopo due anni di noviziato e i voti temporanei professati l’8 dicembre 2022, nella solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. Pur avendo lasciato una brillante carriera professionale, «una vita intensa e divertente – come confida lei stessa – con amici, colleghi e viaggi, ma soprattutto la certezza che mi sarei sposata per formare una bella famiglia», il suo volto, incorniciato ancora dal velo bianco da novizia, esprimeva una grande gioia, una felicità così intensa e contagiosa da esser difficilmente rintracciabile in altre immagini di donne, seppur di grande successo.
All’ordinazione presieduta dal vescovo di Civitavecchia, Tarquinia e Porto-Santa Rufina, e alla grande festa tenutasi nella parrocchia di Santa Maria del Rosario ai Martiri Portuensi, a Roma, assieme a papà Michele e mamma Elena, hanno partecipato oltre 300 persone, tra familiari, amici ed ex colleghi arrivati dalla Lombardia, dalla Capitale stessa e da tutto il Friuli Venezia Giulia, compresi i parroci di San Marco a Udine e Basaldella, don Carlo Gervasi e don Denis Ekyoci, come pure don Bernard Emmanuel Appiah, il giovane sacerdote ghanese che, all’inizio del seminario a Castellerio, è stato ospite della famiglia Favero, assieme a don Raymond Darkwah, al momento in vacanza in Ghana, molto dispiaciuto di non poter esser presente all’evento.

Nate 20 anni fa in Italia, le Missionarie di San Carlo Borromeo contano due sedi a Roma e altre tre tra Nairobi in Kenia, Grenoble in Francia e Denver in Colorado, a partire dalle quali le giovani sorelle svolgono tante attività nelle parrocchie, nelle scuole, assistendo poveri e giovani mamme in difficoltà. «Ma la vocazione – come racconta ancora Francesca – è nata perché tutto ciò che mi corrispondeva non riusciva a esaurire la domanda che avevo nel cuore. E un amico sacerdote, nel 2019 mi ha detto: “Ti sembra bello far aspettare Gesù?”. E questa domanda spezzò le ultime paure che mi tenevano legata». Quel sacerdote era don Antonio Anastasio, noto anche per le sue splendide canzoni disponibili su Youtube, deceduto di Covid il 9 marzo 2021, pochi mesi dopo l’ingresso di Francesca in convento. Ma già in questi primi anni di vocazione religiosa, lei ha portato il suo contributo “professionale” progettando e realizzando ristrutturazioni nei conventi di missione».
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In copertina e all’interno suor Francesca Favero durante la festa per la pronuncia dei voti di professione religiosa a Roma.
